Forte di Bard e menù degustazione

E’ domenica e decidiamo di fare una scampagnata, ma il meteo è un po’ incerto e così decidiamo di visitare un museo. Decidiamo di visitare il Forte di Bard che dista solo 40 min da casa. Inoltre,è possibile visitare una mostra che volevamo vedere da tempo: Wildlife photographer of the year.

Enea ci sveglia presto ma ci bighelloniamo ancora nel lettone, prepariamo lo zaino con tutto il necessario e alle 12 partiamo alla volta della Val d’Aosta.

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Una nostra carissima amica ci ha consigliato di andare a mangiare in un ristorante, non lontano dal Forte, che serve tipica cucina valdostana. 

Che signor pranzetto!

Il ristorante è La Kiuva che si trova a Arnad a pochi chilometri da Bard.  

L’antipasto

Per raggiungerlo, venendo da Torino, è necessario uscire dall’autostrada all’uscita Pont St.Martin (7,20€) e poi imboccare la SS26 in direzione Aosta, superate il forte di Bard, e dopo pochi chilometri girate a destra proprio sotto il cavalcavia dell’autostrada. La strada giusta è la seconda dopo la pietra che vi dà il benvenuto ad Arnad. Una volta imboccata la strada proseguite e dopo qualche curva siete obbligati a svoltare a destra o a sinistra. Voi andate a sinistra. Qualche metro e ci siete.

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Il menù è molto ricco ma noi decidiamo di prendere il menù degustazione che per 22 € prevede:

Antipasti: 

  • Valle d’Aosta Lard d’Arnad D.O.P.
  • Salame puro suino
  • Boudin
  • Mocetta di cinghiale
  • Coppa al ginepro

Bis di primi:

  • Valle d’Aosta Lard d’Arnad D.O.P.
  • Salame puro suino
  • Boudin
  • Mocetta di cinghiale
  • Coppa al ginepro
Il bis di primi

Bis di secondi:

  • Bocconcini di cinghiale selvaggio nostrano cotto nei mirtilli a bassa temperatura
  • Carbonada di manzo cotto nel Chardonnay della nostra cantina
  • Polenta macinata a pietra

Dessert:

Uno a scelta tra:

  • Strudel di mele
  • Torta della nonna
  • Panna cotta al caramello
Il bis di secondi

Si conclude con caffè e grappa al miele. Veronica prende anche un bicchiere di ottimo Arnad Monjovet, che dovendo guidare, ho potuto solo assaggiare.

Satolli e soddisfatti compriamo una bottiglia di Genepy e ci dirigiamo verso il Forte.

Il Forte di Bard

Arrivando dal ristorante il Forte ci accoglie in tutta la sua maestosità. Ci sono diversi parcheggi ma noi decidiamo di parcheggiare nel parcheggio pluripiano. E’ il più comodo perchè da lì si accede direttamente alla biglietteria del Forte.
Prima di entrare decidiamo di fare un giro nel borgo medievale di Bard. Delizioso villaggio all’ombra del Forte con interessanti e curiose botteghe artigianali. 

Ci sono diverse soluzioni e combinazioni per fruire delle mostre e delle esposizioni organizzate all’interno del Forte. Acquistiamo il biglietto per una mostra e le prigioni (12€) e prendiamo gli ascensori panoramici per raggiungere la cima. 

Non è necessario prenotare per i singoli visitatori (solo per i gruppi) e durante la visita è obbligatoria la mascherina e attenersi a tutte le norme di comportamento anti Covid19.

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Guardando la mappa decidiamo di andare prima nel punto più in alto (fino all’Opera Carlo Alberto) e poi scendere lungo la sinuosa strada che porta all’Opera Mortai, dove c’è la mostra che ci interessa. 

Con il passeggino il percorso non è così lineare ma è comunque tutto molto ben segnalato e le maschere sono estremamente gentili, cordiali e disponibili. 

La mostra Le prigioni del Forte è molto interessante, forse è un po’ scarna ma il filo narrativo si segue molto bene, anche grazie ai video. Il percorso museale ospita le 24 piccole celle per i detenuti e affronta alcuni passaggi cruciali nella storia del Forte. 

Molto interessanti sono le stampe del Bagetti nel corridoio di ingresso.

Finita la visita ci digiamo verso la bella caffetteria presso l’Opera Gola. Giusto un caffè, un bicchiere d’acqua e un po’ di relax. 

Da qui imbocchiamo la strada che scende verso l’uscita e percorriamo tutti i tornanti. qualche foto, qualche momento per contemplare il paesaggio. 

Arriviamo all’ingresso dell’Opera Mortai dove è allestita la mostra che ci interessa: Wildlife Photographer of the year. Aspettiamo il nostro turno (non possono entrare più di un tot di persone per evitare assembramenti) proprio di fronte all’ingresso. 

https://www.instagram.com/nhm_wpy

Il percorso della mostra è lineare suddiviso in temi. Per ogni tema c’è una foto vincitrice e le altre menzionate dalla giuria.
Il percorso è molto emozionante e ripercorre gli scatti più spettacolari realizzati nel 2019. Le  100 immagini esposte testimoniano il mondo animale e vegetale in tutto il loro splendore. La foto vincitrice è fotografo cinese Yongqing Bao con lo scatto “The Moment” che ritrae lo scontro tra una marmotta appena uscita dal letargo e una volpe. Siamo rimasti veramente molto soddisfatti di questa mostra. Molto suggestiva ed emozionante. Anche perchè, da ogni punto di vista, la natura è uno spettacolo (che deve essere protetta e preservata).

La nostra giornata valdostana finisce così: soddisfatti e satolli. E siamo stati anche fortunati con il meteo. E’ stata una bellissima giornata all’insegna della cultura e dell’enogastronomia. 

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